Oggi per instaurare un regime, non c'è più bisogno di una marcia su Roma nè di un incendio del Reichstag, nè di un golpe sul Palazzo d'Inverno. bastano i cosiddetti mezzi di comunicazione di massa. e fra essi, sovrana e irresistibile, la televisione.
Indro Montanelli
Ai tempi della lottizzazione c'era spazio per montanelli, Biagi, Santoro, Vespa, Fo, Grillo, Feltri, Ferrara, Lerner, Minoli e tanti altri. In tre anni (2001-2004) il governo berlusconi ha desertificato la tv e assassinato la libera informazione. neanche gli indici di ascolto sono graditi, anzi diventano una colpa.
Questo libro racconta tutte le notizie occultate e le menzogne raccontate agli italiani. Storie grottesche, tragicomiche, incredibili e vergognose di un regime mediatico che condanna i cittadini a non sapere e a non pensare.
Peter Gomez, giornalista dell'"L'Espresso" e collaboratore di "Micromega"
Marco Travaglio, giornalista di "La Repubblica" e "l'Unità"
dall'Introduzione:
Parlare di "regime" nel 2004 significa descrivere un sistema politico che viola il primo comandamento della democrazia liberale: la separazione dei poteri e il reciproco controllo degli uni sugli altri. Non significa evocare il ritorno al fascismo. Quello è un ferrovecchio, figlio del suo tempo e della sua ideologia bacata. Questo è un regime moderno, anzi postmoderno e postideologico. la prima degenerazione di una democrazia occidentale dopo il crollo del muro di berlino. Un "regime" mediatico, per dirla con Indro Montanelli e Giovanni Sartori.
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Il regime mediatico non ha bisogno di carri armati, squadracce, spedizioni punitive, manganelli, olio di ricino e confino. provvede a tutto con i medesimi risulati la tv. I golpisti di un tempo, molto più sinceri ed espliciti, per prima cosa occupavano le sedi del parlamento, del governo e dlla televisione.
Berlusconi le possiede e/o controlla tutte, dunque non ha bisogno di occuparne alcuna.
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Perchè mai un simile concentrato di poteri dovrebbe sguinzagliare miliziani e picchiatori? La gente capirebbe di vivere in un regime e si comporterebbe di conseguenza. Molto più semplice cancellare dal video i personaggi sgraditi, perchè il loro esempio serva di lezione a tutti coloro che non vogliono fare la stessa fine
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Il monopoilio televisivo è una formidabile arma ntimidatoria e corruttrice non solo per gli alleati riottosi, ma anche per le opposizioni. Per questo, paradossalmente,Berlusconi vince anche quando perde le elezioni. Negli ultim vent'anni , che lui stesse in maggiornza o minoranza, che lui stesse dentro o fuori dal parlamento, non è mai passata una legge in materia di televisione o di giustizia a lui sgradita.
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Qualche ingenuo pensa che il monopolio televisivo serva a berlusconi per apparire in video più dei politici concorrenti, e si inerpica in inutili dibattiti sul "minutaggio" dei leader. Quisquilie. Il conrollo sulle televisioni (e sulla pubblicità) serve sopratutto ad altro.
Primo: distribuire posti e favori; condizionara anche tacitamente la carriera di migliaia di giornalisti, direttori , editori.
Secondo: manipolare le notizie, a nascondere quelle sgradite senza il timore che qualche televisione concorrente le riveli, a enfatizzare quelle gradite, a distrarre l'attenzione dai problemi veri.
Terzo: serve a dettare l'"agenda" ai cittadini-telespettatori-elettori. A imporre l'unità di misura - una sola, quella del Padrone - per valutare gli avvenimenti, graduare la scala dei valori, calare dall'alto il modello di vita, fissare le priorità nelle aspettative.