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Jan Fabre

Anversa 1958- ...

Testo di Davide Gianlorenzi

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foto Jan Fabre, nato nel 1958 ad Anversa, artista visivo, regista teatrale e scrittore, dalla fine degli anni Settanta si esprime con una vasta gamma di linguaggi che spaziano dalle arti plastiche al video, dal teatro alla coreografia.

Le sue opere costruiscono "un edificio complesso e intricato, eretto sull'incastro misterioso ed affascinante di un percorso tra razionale e irrazionale, in cui la speranza e l'angoscia, l'incubo e la follia, il piacere e la gioia si mescolano per far emergere le immagini".

Jan Fabre è nipote del famoso entomologo francese Jean-Henri Fabre da cui ha ereditato la curiosità per il mondo delle scienze naturali e la passione per gli insetti, in particolar modo dei coleotteri che popolano la sua fantasia e il suo lavoro. Con l'immagine di questi insetti esprime l'eterno mito della trasformazione e della rigenerazione inerente al mondo della natura e alla condizione umana. La metamorfosi diventa metafora dell'operare artistico stesso. Centrale nell'opera di Fabre sono i momenti di passaggio (tra il visibile e l'invisibile, il giorno e la notte, la vita e la morte) e le figure che lo rappresentano.

Nell'opera "Umbraculum - un posto ombreggiato dove pensare e lavorare lontano dalla vita quotidiana" Fabre porta davanti al nostro occhio spirituale la condizione umana intesa come un ciclo che si autorigenera. Le pesanti seghe elettriche, macchine infernali evocanti fatiche passate ed antiche torture, posate sul pavimento sono compensate da una moltitudine di protesi sospese che testimoniano sollievo elargito e miracoli avvenuti. Luccicanti perché coperti da carapaci di coleotteri, questi insetti sono simboli di luce, di movimento e di ascensione.

Due monaci senza volto e coperti di schegge di ossa, tipiche figure di passaggio care all'artista, stabiliscono un legame tra mondo terreno e mondo spirituale. La scena creata immerge il visitatore in una atmosfera di silenzio e di solitudine che permette serena concentrazione, introspezione e riflessione.

La sua opera e la sua formazione ne fanno un artista assolutamente particolare, tanto che Jan Fabre è stato nominato ambasciatore culturale delle Fiandre nel mondo per l'anno 2001. Per dare, dunque, il giusto rilievo alla sua figura, in occasione di questa esposizione romana, è già stata collocata sul tetto dell'Accademia Belgica la scultura L'uomo che misura le nuvole, mentre in uno degli studi dell'Academia sarà ospitata la scultura L'uomo dalle gambe di carne e in un'altra sala una scultura ed un video, realizzato da Jan Fabre in occasione dell'installazione all¹Università di Gent.

Jan Fabre ha partecipato a molte mostre collettive tra cui le Biennali di Venezia, San Paolo e Lione. Ha tenuto mostre personali nei Musei di Amsterdam, Gand, Helsinki, Lisbona, Stoccarda, Hannover, Basilea, Francoforte, Monaco e, in Italia, a Prato e Palermo.