LEZIONI DI STORIA DELL'ARTE MODERNA

6° LEZIONE




www.ibiblio.org/vm/paint/auth/munch ESPRESSIONISMO
E. Munch, autoritratto con sigaretta



"Mai vi fu epoca più sconvolta dalla disperazione, dall'orrore per la morte. Mai più sepolcrale silenzio ha regnato sul mondo. Mai l'uomo è stato più piccolo. Mai è stato più inquieto. Mai la gioia è stata più assente e la libertà più morta. Ed ecco urlare la disperazione: l'uomo chiede urlando la sua anima, un solo grido d'angoscia sale dal nostro tempo. Anche l'arte urla nelle tenebre, chiama al soccorso, invoca lo spirito: è l'espressionismo.". Hermann Bahr.

Il primo artista che consideriamo espressionista è il norvegese Edvard Munch (1863-1944). Nato a Christiania (il vecchio nome di Oslo, cambiato nel 1925) e destinato a studi d'ingegneria, li abbandona per dedicarsi al disegno, prima in patria e poi a Parigi dove vive per qualche tempo nei primi anni '90. Poi vive a Berlino fino al 1908. A Christiania frequenta l'ambiente della cosiddetta Christiania-boheme, il circolo di intellettuali bohemien della capitale norvegese con lo scrittore Jaeger e il pittore Krohg.

E. Munch, La sorella Inger"I miei quadri sono i miei diari.". Scriverà Munch. In effetti l'opera omnia del pittore è un lungo e approfondito esame psicoanalitico della sua esistenza. "Nella casa della mia infanzia abitavano malattia e morte. Non ho mai superato l'infelicità di allora […] così vissi coi morti."

Quando Munch aveva cinque anni muore sua madre di tubercolosi; all'età di quindici muore sua sorella , sempre di tubercolosi e infine a 26 anni gli muore il padre. Munch si ritrova solo a Parigi con il suo dramma esistenziale, che riflette il dramma del mondo alle prese con le angosce prodotte dalla modernità: l'ansia dell'incertezza dell'economia, i ruoli fissi e i ritmi del lavoro, l'autonomia persa nell'appiattimento anonimo delle città.

La perdita d'identità personale, la crisi dell'io, il carcere delle relazioni familiari, la scoperta dell'inconscio e della sessualità, il nuovo ruolo emergente della donna, sono le caratteristiche della società e delle relazioni sociali in cui gli intellettuali operano. Il nuovo ruolo della donna forse provoca quella misoginia che pervade tutta l'arte simbolista e poi quella espressionista che ne è la conseguenza. Nascono così le donne vampiro, le amanti diaboliche, il dualismo tra figure angeliche e diaboliche.

"La mia arte ha le sue radici sulle riflessioni sul perché non sono uguale agli altri, sul perché ci fu una maledizione sulla mia culla, sul perché sono stato gettato nel mondo senza poter scegliere.". Abbiamo così il primo capolavoro di Munch in Bambina malata (1886). Da uno stile di matrice impressionista che coglie l'essenziale, Munch ritocca e ridipinge fino a trovare forme e colori giusti per esprimere le sensazioni interne e arrivare ad una prima sintesi espressionista.

"Non si possono più dipingere interni con uomini che leggono e donne che lavorano a maglia. Si dipingeranno esseri viventi che respirano e sentono, soffrono e amano" in Sera sulla via Karl Johann (1892)Sera sulla via Karl Johann (1892) vediamo la solitudine e l'angoscia della vita cittadina borghese. Tali sensazioni sono ben descritte in una pagina del suo diario riferita ad un episodio parigino "Mi ritrovai sul Boulevard des Italiens - con le lampade elettriche bianche e i becchi a gas gialli - con migliaia di volti estranei che alla luce elettrica avevano l'aria di fantasmi".

E. Munch, L'urlo, 1893L'angoscia e la tristezza personali si espandono in un malessere cosmico nell'Urlo (1893). "Camminavo lungo le strade con due amici - il sole tramontava- Il cielo si tinse all'improvviso di rosso sangue - mi fermai - mi appoggiai stanco morto ad un parapetto - sul fiordo nerazzurro e sulla città c'erano sangue e lingue di fuoco - i miei amici continuavano a camminare e io tremavo ancore di paura - e sentii un grande urlo infinito che attraversava la natura.".

In Pubertà (1893) , la nuvola scura che la ragazza proietta dietro di sé sul muro, un'ombraPubertà (1893) incombente, allude sia alla perdita dell'innocenza, che all'infelicità futura. Nuda in un ambiente nudo, seduta sul letto di cui non si vede inizio e fine, la ragazza guarda fisso in avanti con le braccia incrociate sul pube, e il gesto indica che il suo turbamento è legato alla scoperta della sessualità.
A Munch non è necessario altro per esprimere l'associazione tra sesso e paura : un letto per dire un'esistenza che soggiace alle leggi incomprensibili dell'amore e della morte, un'ombra sul muro per indicare un conflitto psichico, una minaccia che non viene dall'esterno ma dal caotico desiderio del corpo.


Oskar Kokoschka , cresciuto nello stesso ambiente colto di Klimt, è come il maestro, abilissimo disegnatore. Da qui parte la sua ricerca per una pittura più espressiva dove il pigmento si faccia carne e le pennellate creino forma e movimento. Dal '17 si trasferisce a Dresda.
Nel '38 sarà uno degli artisti considerati degenerati dal regime nazista e si rifugerà a Londra prendendo anche la cittadinanza inglese.
Nel ritratto di Karl Moll (1913) c'è un nervoso rincorrersi di pennellate cupe e frammentate, che sbozzano il personaggio come se fosse ricavato da una materia angolosa e tagliente. La materia stessa del colore, grassa e densa, asseconda questa ricostruzione di forme espressionistiche, cioè frutto di operazione mentale.
Ne La Sposa nel vento (1914) Kokoschka rappresenta la fine del tormentato rapporto con Alma Mahler, la vedova del compositore. I due amanti sono rappresentati in uno scomposto letto di nubi, lei dorme serena sul suo petto; lui è sveglio e pensoso.

Il termine Espressionismo fu coniato dai critici tedeschi (in particolare Paul Fechter, 1914) per indicare tutte le correnti d'avanguardia tedesche di quegli anni, in opposizione all'impressionismo e parallele al Cubismo e al Futurismo. Adesso il termine designa quel tipo di pittura che esalta una visione personale della realtà espressa in modo drammatico.


www.bruecke-museum.de

Un logo della 'Brucke'

Le avanguardie espressioniste organizzate nascono a Dresda con il gruppo Die Brucke (Il ponte) nel 1905; a Parigi con i Fauves (Belve) sempre nel 1905. A Dresda 4 studenti di architettura fondano la Brucke per unire, secondo le loro intenzioni, un legame ideale con tutti i movimenti antimpressionisti "Uno degli scopi della Brucke è di attirare a sé tutti gli elementi rivoluzionari e in fermento, e questo lo dice il nome stesso : ponte". Sono Ernst Ludwig Kirchner, Otto Mueller, Erich Heckel, e Karl Scmidt-Rottluff, ai quali si aggiungerà Emil Nolde.Otto Mueller, Le bagnanti

A Parigi nel corso del Salon d'Automne del 1905 si rivelano i Fauves e sono : Henry Matisse, Andrè Derain, Maurice de Vlaminck, Albert Marquet e Raoul Dufy.
Quelli della Brucke riprendono la tradizione tedesca della xilografia e delle forme angolose e drammatiche. I loro temi principali sono l'angoscia, lo squallore della città moderna, il primitivismo. Cinque donne sulla strada 1913, Torre rossa ad Halle 1911 di Kirchner

La loro ricerca del primitivo e incontaminato è visibile non solo nei temi (paesaggi, nudi) ma anche nella fattura dell'opera : velocità nel terminare i quadri con pochi tratti frettolosi : Donna in camicia di A. Derain, 1906, Donna con cappello H. Matisse 1905. Come se loro non fossero pittori occidentali ed eredi di secoli di tradizione ma fossero 'selvaggi'. Colori acidi ed esotismo alla Gauguin, angoscia per la vita moderna e per le sue ipocrisie e ricerca di un Eden naturistico : Sole tropicale Emil Nolde, 1914 , Due donne nude sedute tra le dune Otto Muller, 1927.

Kirchner, Strada di BerlinoEliminato il chiaroscuro, il disegno accademico, la composizione graziosa, ora domina il colore sbattuto in faccia, la giustapposizione di colori complementari stesi a campiture piatte, l'esagerazione.


Fauves

Matisse : 3 bagnanti



Riferimenti :
www.ibiblio.org/wm/paint/auth/munch/
www.bruecke-museum.de/bruecke.htm
http://witcombe.sbc.edu/ARTHLinks.html
www.artemotore.com/default.htm
www.artonline.it/eng/xx_artista.asp