Le bombe degli anni '70, gli anni di piombo, il sequestro e l'assassinio di Aldo Moro.
14591 atti di violenza. 491 morti e 1181 feriti.
L'Italia in questi anni era non solo la frontiera europea tra est e ovest (comunismo-capitalismo) ma anche tra nord e sud del mediterraneo, tra paesi filo-arabi e filo-israeliani.
L'Italia possedeva una particolarità: uno stato occidentale in cui era presente il partito comunista più forte d'Europa: un partito fondatore della repubblica ma ancora fedele a Mosca.
La democrazia italiana era organizzata su due livelli: il primo, quello ufficiale, organizzato come una repubblica parlamentare trasparente e accessibile a tutte le forze politiche. Un secondo livello, occulto, costituito dall'organizzazione Gladio finalizzata ad impedire alla sinistra di governare.
Gli equilibri della NATO, dell'Europa occidentale contavano su un'Italia debole, sempre instabile. Un alleato debole sia politicamente che economicamente.
Opposta alla Gladio negli anni '50 si creò una specie di Gladio rossa.
Questo confronto, latente negli anni '50, si sviluppò con la contestazione studentesca e sociale del '68. "Pezzi di questo mondo sotterraneo anticomunista delle istituzioni si attivarono per imporre al paese una svolta autoritaria"
Tentativo sventato anche dal comportamento democratico del PCI di Berlinguer
L'Italia, almeno fino alla caduta del muro di Berlino, era una nazione a sovranità limitata.
Le forze che insieme avevano costituito la repubblica, dall'esperienza comune della resistenza e poi nella fase costituente, si trovarono poi su sponde opposte sia politicamente che ideologicamente. "Questa lacerazione interna era poi aggravata dalla presenza in Italia dello Stato del Vaticano, che finiva per conferire alla frontiera geografica con l'Est un valore quasi sacrale"
L'attivismo del presidente dell'ENI Enrico mattei o la politica filoaraba di Andreotti e Moro contrastava con gli interessi delle multinazionali americane e con le lobby ebraiche anglo-americane. Inoltre Germania e Israele, i più fedeli alleati USA dopo la guerra, non apprezzavano la nostra politica mediterranea.
Fasanella e Sestieri ripercorrono 50 anni di vita italiana cercando di trarre, dai documenti della commissione stragi diretta da Giovanni Pellegrino, il filo della strategie interne e internazionali che hanno causato i 481 morti e una strisciante guerra civile. Dall'Istituto Pollio al piano 'Solo' e al piano 'Chaos': dal tentato golpe Borghese, a piazza Fontana, a piazza della Loggia, attraverso la strage di Peteano, per finire al treno Italicus e al caso Moro. I servizi deviati, il ruolo delle formazioni di estrema destra, e dei loro contatti con i servizi stranieri.
I depistaggi, le infiltrazioni, la P2, il terrorismo rosso, il ruolo delle forze armate. Usa e Urss, Pci e Dc. Servizi segreti americani, europei, italiani, sovietici, israeliani, arabi.
Alla fine mi sorge una domanda: l'Italia è ancora una nazione a sovranità limitata ?