Mark Rothko è un pittore di origini Lituane ma di adozione statunitense (il suo vero nome è Markus Rotkowics). Emigrato negli Stati Uniti all'età di dieci anni, studiò inizialmente a Portland per poi trasferirsi alla Yale University, che però lasciò solo dopo due anni di corso. Nel 1923 si sposta a New York, dove nasce il suo amore per la pittura manifestato dall'iscrizione all'Art Student League. Qui venne a contatto con numerosi artisti,come Max Weber,con cui studiò il disegno espressionistico, e Adolf Gottlieb, con cui sviluppò uno stile pittorico dal contenuto mitologico,con figure piatte e derivate dal linguaggio artistico primitivo. Assieme a questi aderì al gruppo denominato "The Ten" tenendo mostre collettive fino al 1940, anno dello scioglimento. Intanto nel 1938 acquisice la cittadinanza americana, si interessa del mito di Edipo e legge "La nascita della tragedia" di Nietzsche. Intorno al 1945 si avvicinò al Surrealismo e potè allestire una mostra personale all'Art of This Century a New York, grazie all'aiuto dell'amico Peggy Guggenheim. Nel 1948 fonda una scuola d'arte chiamata "The Subject of The Artist" e inizia a comporre opere astratte, da questo gli derivò la classificazione di espressionista astratto, definizione smentita più volte dallo stesso pittore. Questo è il periodo in cui tende a semplificare sempre di più le forme, giungendo ai cosidetti Multiforms, tele con numerose macchie cromatiche dalle forme più svariate.
Nel 1958 Philip Johnson commissionò a Rothko una serie di murales per il ristorante "Four Season" di New York,su cui ci lavorò oltre un'anno. Però, una volta ultimati, non volle che stessero come sfondo per gente più interessata a mangiare che alla sua arte, quindi ne prese la maggior parte per esporli successivamente in mostra. Nel 1967 Johnson gli chiese ancora una pittura murale per una chiesa di Huston, realizzando quattordici lavori a tema per un'istallazione ambientale. Ora questa chiesa ha preso il nome di Rothko Chapel. Seppure pieno di lavoro, in buone condizioni economiche e aver ricevuto la laura Honoris Causa in Belle Arti dalla Yale University, Rothko fu colto da depressione e, il 25 febbraio 1970, si tagliò le vene nel suo ufficio.
Le opere più note dell'artista sono quelle della maturità, contraddistinte da ampie rettangoli monocromatici che si ripongono leggermente su sfondi molto tenui. Sono opere essenziali, che si caratterizzano per la totale assenza di figure. Il potere espressivo è solo nelle campiture di colore, da cui prende il nome di Colorfield Painting. I colori paralno un linguaggio universale e con essi l'artista intende esprimere gli stati emotivi più forti dell'esistenza: L'estasi e la tragedia. Perchè ciò avvenga bisogna che l'osservatore si trovi di fronte all'opera, da questo la volontà di Rothko di sollevare i quadri di poco rispetto al pavimento, e dentro di essa, da cui il grande formato delle tele in modo che non sia possibile con un solo colpo d'occhio dominare le dimensioni. In più lo spettatore deve percepire il carattere sovrannaturale che lo lega all'opera, e per questo motivo l'illuminazione non deve essere intensa, bensì soffusa. Il colore viene steso secondo velature successive, così da governare la forza e la trasparenza. Le campiture sono più uniformi possibili e ampie per rendere molto più intenso il colore. Quest'ultimo diventa così uno specchio degli stati d'animo del pittore e rispecchia la profondità del suo pensiero. Ne è una prova l'incupirsi dei colori verso gli anni '70, anni determinati da una forte depressione.
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