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Caterina, aquerello, 50x70, 1999

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Franz Marc

Monaco 1880 - Verdun 1916

Testo di Riccardo D'Amico



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L’eliminazione dell’io: arte e filosofia


La vocazione filosofica e teologica di Marc riaffiora anche nei suoi scritti, che affrontano l’arte soprattutto dal punto di vista dei significati. I suoi interventi possiedono una riconoscibilità cronologica: se nei primi c’è un’eco precisa delle vicende artistiche contemporanee, negli ultimi, soprattutto in quelli risalenti al periodo della guerra, il discorso diventa più teorico quasi metafisico. Comunque quello che interessa a Marc non sono mai le dichiarazioni sull’artigianalità del dipingere; le sue riflessioni riguardano sempre il fine generale della ricerca espressiva. I suoi non sono mai scritti sulla pittura ma sull’arte.

Il problema principale della pittura di Franz Marc è : eliminare l’io. L’argomento delle sue opere è la totalità. A Marc non interessa dipingere la vita come la vediamo, perché l’angolatura gli sembra troppo parziale. Occorre, dice lui, dare il predicato della vita, cioè l’azione, al di là e prima del soggetto: “Ho sempre sognato dei quadri impersonali. Non ho mai desiderato dipingere gli animali come li vedo, ma come sono ( come loro stessi vedono il mondo e sentono la loro esistenza). I suoi animali sono forme d’essere che seguono istintivamente le leggi della natura,sono la natura. Concentrandosi su di loro l’artista dimentica se stesso.

Se l’espressionismo è legato all’io, di cui rivela l’essere e il grido, Marc non è mai stato espressionista. Non gli interessano l’espressione e l’impressione ma la spiritualità. Il suo legame con l’oggetto è però lontano da ogni forma di realismo e di naturalismo, perché condivide l’idea schopenhaueriana che la realtà non coincida con l’apparenza. Il mondo com’è di cui lui parla non riguarda la visione, ma l’intuizione dell’invisibile. Se l’io è un limite, l’oggetto è una maschera e l’oggettività un equivoco. Eludere l’io non significa affidarsi alle cose ma superarle per raggiungere l’interno. Quello che Marc persegue, allora non è il “mondo senza oggetti” che l’astrazione tenterà, ma un mondo “senza soggetto”; è la ricerca dell’anima come forma aristotelica che è dentro le cose, nascosta dall’involucro dell’apparenza.

Quando Marc si chiede com’è il mondo visto da un cavallo, intende che l’animale non vede il mondo ma lo vive. Non valgono più le interpretazioni, ma l’immedesimarsi. L’io del pittore è scomparso, l’io dell’animale non è mai esistito.

L’arte deve evitare la forma e il colore,che oscurano la realtà perché evocano stati soggettivi del sentire. Marc senza tentare l’astrattismo, senza infrangere o scomporre l’oggetto (cubismo), rimanendo legato alla figura la traduce in puro ritmo suadente e armonioso ( “espressionismo lirico”).

Ritratto della Madre, 1902
galleria Bernhard Koehler, Monaco
il ritratto della madre

Agli inizi della sua attività artistica Marc è in parte influenzato dall’ambiente artistico monacense e le sue prime opere (periodo 1902-1906) sono improntate al realismo: interni, ritratti dall’espressione severa  e assorta, famigliari in abiti opachi (come nel ritratto della madre) e paesaggi. Di quel periodo sono anche le illustrazioni dei libri, che disegna per guadagnarsi da vivere ( come questa illustrazione tratta dal libro stella peregrina del 1906) e che mostrano un suo contatto fugace con lo Jugendstil che lo avvicina allo Scholle (gruppo di ispirazione Jugend)  che però non lo accoglie.

Illustrazione tratta dal libro "Stella Pellegrina", 1906
illustrazione tratta dal libro stella pelegrina
Ma sono i viaggi a Parigi nel 1903 e soprattutto nel 1907 che influenzano profondamente la pittura di Marc portandolo alla conoscenza diretta delle opere impressioniste di Manet e delle opere di Van Gogh e Gauguin.
Da questo momento il tema degli animali, che affianca la trattazione del paesaggio, diventa sempre più importante per Marc. Cani, cavalli, caprioli, gatti si dispongono sulle sue tele in composizioni dinamiche e ondulate. E’ il caso delle opere del 1910: GATTI SUL TAPPETO ROSSO e CAVALLO NEL PAESAGGIO frutto anche di un attenta riflessione con l’amico Macke sul colore e sui valori cromatici.
Cavallo nel paesaggio 1910,
olio su tela, museum Folkwag, Essen.
cavallo nel paesaggio
Nel opera cavallo nel paesaggio, il cavallo che guarda una campagna indistinta orlata d’alga e di argilla, ripete nel proprio corpo il ritmo delle balze appena accennate. La criniera azzurra gli si avvolge sul dorso come una sciarpa, strisciando sul mantello come la coda di un serpente. Il cavallo non conosce campi coltivati e presenze distinte: più che vedere l’erba ne avverte il profumo, se ne nutre.
Gatti sul tappeto rosso 1910 olio su tela gatti sul tappeto rosso I Gatti sul tappeto rosso, rappresentano una fase matura della riflessione sulla linea che lega le forme in un tutto armonioso, ma soprattutto segnano un’accensione del colore. I morbidi mantelli degli animali acciambellati risaltano sulla striatura calda del tappeto. I toni rossi che nelle opere precedenti emergevano isolati e brevi, come scintille, qui rischiarano tutta la composizione, illuminando il terreno circostante, il verde delle piante.




Grandi cavalli azzurri
1911 olio su tela 103x171 cm  Minneapolis, Walker Art Center
grandi cavalli azzurri



















Queste tre figurazioni sono le più musicali. Marc senza tentare l’astrattismo, senza scomporre l’oggetto, rimane legato alla figura riducendola però in puro ritmo. Docili e leggere le masse si gonfiano in nuvole rotonde, fluiscono in onde lattee, si propagano in cerchi che a loro volta si aprono in ovali senza attrito. L’animale è l’immagine dell’armonia. La danza degli animali di Marc è un evento inconsapevole. Non c’è bisogno di sottolinearla:percorre come un battito cardiaco ogni forma della natura e tende verso uno stato di quiete. I suoi cavalli, i suoi caprioli non corrono, non conoscono atro dinamismo che il leggero inarcarsi e il respirare. Il movimento li plasma dall’interno ma si placa nella sinuosità della superficie.







Piccoli cavalli gialli
1912
Minneapolis, Walker Art Center
piccoli cavalli gialli
Caprioli rossi II   1912
Minneapolis, Walker Art Center
Caprioli rossi II
Cavallo azzurro I, 1911
olio su tela, 100x111,5 cm  Stadtische Galerie in Lenbachhaus, Monaco                    

                   
cavallo azzurro I Nel periodo del 1911-1912 successivo all’esperienza della Nuova Associazione e contemporaneo alla collaborazione con Kandisky, Jawlensky e Macke nel gruppo del Cavaliere azzurro; il percorso di Marc è segnato da due diverse intenzioni espressive. Accanto alle figure più arcuate e musicali come GRANDI CAVALLI AZZURRI (1911) e PICCOLI CAVALLI GIALLI, CAPRIOLI ROSSI II (1912) ; compaiono dipinti quali Cavallo azzurro I (1911) e Tigre (1912) dove alla fluidità della linea subentra una geometria angolosa, in cui la curva si irrigidisce in triangoli, in quadrati, in rombi. Se nelle altre opere Marc tende a diluire i volumi in ampie superfici che si richiamano tra loro come cerchi concentrici; in queste “condensa” le figure in blocchi geometrici, pervenendo così a opere che si possono definire cubiste ma non nel senso delle scomposizioni operate da Ricasso e Braque.
Tigre 1912,
olio su tela, 100x111,5 cm  Stadtische Galerie in Lenbachhaus, Monaco                     

la tigre
Nella pioggia 1913
olio su tela, museum Folkwag, Essen.
nella pioggia









Nella seconda metà del 1912 la dualità espressiva di Marc sembra trovare una “conciliazione in negativo”: i volumi si sfaldano in superfici dove semicerchi, ellissi, rettangoli si interrompono e si compenetrano reciprocamente: al moto ondoso si sostituisce un andamento diagonale, che percorre le forme scindendole in un caleidoscopio di colori. NELLA PIOGGIA e soprattutto SCUDERIE  (1913) segnano il vertice di questo momento espressivo,in cui intervengono anche nozioni futuriste.
Scuderie 1913
Stadtische Galerie in Lenbachhaus, Monaco
scuderie
Piccola Composizione IV   1914
Minneapolis, Walker Art Center
piccola composizione IV Composizione I del 1913 è il primo quadro totalmente non figurativo. A questo faranno seguito le tele Piccola composizione III e PICCOLA COMPOSIZIONE IV (1914). Queste opere risentono oltre al futurismo, soprattutto dell’orfismo ( Cubismo orfico: movimento nato in Francia nel 1910 che sviluppa un cubismo differente da quello di Picasso e Braque influenzato dal futurismo). Le forme circolari galleggiano nella composizione simili a bolle d’aria. Il moto circolare diventa un lento espandersi di sfere aeree, a cui si contrappongono ortogonalità definite.
Forme in lotta  1914
Stadtische Galerie in Lenbachhaus, Monaco
forme in lotta La costante vocazione simbolista, però, non consente a Marc di giungere a una vera astrazione: rimarranno sempre nei suoi quadri essenze figurative,residui oggettuali, elementi interpretabili secondo contenuti emotivi precisi. Così avviene, ad esempio, nelle FORME IN LOTTA (1914). Nella composizione due blocchi cromatici contrapposti, due meduse di puro colore si assalgono reciprocamente. Non un frammento di figura è rimasto sulla tela, eppure i valori simbolici sono così eloquenti che della figura rimane l’impronta, la nostalgia.
Schizzi dal fronte Uccello 1915
Dal libro "Schizzi dal Fronte"
schizzi dal fronte uccello
Le ultime opere che abbiamo di Marc sono i disegni dal fronte del 1915. divisi tra drammaticità e grazia, i piccoli fogli non sono sempre felici nell’intersezione tra figura e forma. Una tentazione analitica spinge Marc al frammento, alla narrazione per spicchi, tagli, quadrettature. All’interno di queste superfici segmentate, però, le immagini compatte degli animali stentano spesso a trovare uno spazio. L’idea di fusione tra individuo e totalità, raggiunta nelle opere precedenti, si perde qui definitivamente. I corpi degli animali emergono nitidi ma anche eccedenti, in un paesaggio disfatto. E’ come se in Marc lottassero due diverse concezioni dello spazio: uno spazio-superficie (quello del territorio, diviso in quadrati triangoli,strisce) e uno spazio-volume ( quello degli animali, che esprimono una volontà di ricomposizione). Il conflitto totale è già la premessa di una rinascita. Ma il dissidio irrisolto tra dispersioni lineari e ricostituzione di volumi degli ultimi schizzi dell’autore riamarà irrisolto poiché Marc muore in una ricognizione vicino Verdun nel 1916.

Schizzi dal fronte Daino 1915
Dal libro "Schizzi dal Fronte"
schizzi dal fronte