www.marcomarcucci.com
il sito di Marco Marcucci
Caterina, aquerello, 50x70, 1999

Acquarelli_____Links_____Controinformazione_____News____Liceo "P. Levi"______Spettacoli_____Gif e Jpeg_____HTML_____Storia dell'arte

Amedeo Modigliani

Livorno 1884 - Paris 1920


Testo di Tiziana Napoli



........ ........ torna al Menu artisti


Amedeo Modigliani è un artista che affascina il grande pubblico. L'alcool, la miseria, la vita da bohême, una morte prematura per malattia: tutti gli ingredienti per incarnare alla perfezione l'idea dell'artista "maledetto". E poi uno stile artistico inequivocabile, assolutamente caratteristico: gli occhi monocromi e spenti, i famosi "colli lunghi", i contorni sinuosi dei suoi personaggi. Per non parlare delle vicende scandalose che hanno costellato la circolazione delle sue opere in anni recenti: basti pensare a quello delle teste false scolpite (1984)

.
Amedeo Modigliani nasce a Livorno il 12 luglio 1884, quarto figlio del livornese Flaminio Modigliani e di sua moglie, francese di nascita, Eugénie Garsin - crebbe nella povertà, dopo che l'impresa di mezzadria in Sardegna del padre andò in bancarotta.

L'infanzia di Amedeo, detto "Dedo", costellata da una serie di gravi malattie polmonari culminanti, poi, in un'indelebile diagnosi di tubercolosi, si svolge accanto a personalità di grande spessore: la madre, innanzitutto, donna indipendente e dalla grande apertura mentale, sempre profondamente sensibile alle necessità e agli stimoli artistici del figlio, e il nonno materno Isaac Garsin. Questi, poliglotta, appassionato di storia e filosofia, si prende cura, sostituendosi al padre naturale, spesso assente, del piccolo Dedo con grande dedizione, accompagnandolo nelle prime visite ai musei, sollecitando la sua precoce creatività e instaurando con lui un legame affettivo e un "feeling" intellettuale molto intenso.

Modì sin da piccolo mostrò una grande passione per il disegno, riempiendo pagine e pagine di schizzi e ritratti tra lo stupore dei parenti; e, durante un violento attacco della malattia, sarebbe riuscito a strappare alla madre la promessa di poter andare a lavorare nello studio di Guglielmo Micheli, uno dei pittori più in vista di Livorno, da cui apprenderà le prime nozioni pittoriche, e dove conoscerà, nel 1898, il grande Giovanni Fattori. Modigliani sarà così influenzato dal movimento dei Macchiaioli, in particolare dal Fattori stesso e da Silvestro Lega Nel 1901 ,con la madre, scopre Napoli, Amalfi, Capri e Roma, viaggio che si configura come un vero e proprio "Grand Tour" e dal quale trae stimoli importanti.

Decide di proseguire il proprio iter a Firenze, dove nel maggio del 1901 s'iscrive alla Scuola Libera di Nudo, e, due anni dopo, a Venezia, dove frequenta i corsi presso l'Istituto di Belle Arti. È a Venezia che Amedeo provò per la prima volta l'hashish e, piuttosto che studiare, iniziò a a passare il tempo frequentando i quartieri più infimi della città.

Ben presto, deciso a proseguire senza più maestri e convinto di non aver più nulla da imparare in terra italiana, inizia a crescere in lui l'esigenza di trasferirsi nel luogo allora maggiormente deputato alla realizzazione di ambizioni di una libertà creativa, dove la sua arte avrebbe trovato, finalmente, un linguaggio autonomo: Parigi. E ancora una volta è la madre che, consegnandoli una piccola somma di denaro, gli permette di esaudire il suo sogno e partire, nel gennaio 1906, per la capitale francese.

Qui si iscrive all'Académie Colarossi, scegliendo così di seguire, almeno in un primo momento, un classico percorso didattico. Visita chiese, musei, gallerie ma lentamente abbandona gli abiti borghesi per vestire i panni dell'"artista" secondo un processo di identificazione che ne farà col tempo uno dei prototipi meglio riusciti. Sistematosi a Le Bateau-Lavoir, una comune per artisti squattrinati di Montmartre, fu ben presto occupato dalla pittura, inizialmente influenzato dal lavoro di Henri de Toulouse-Lautrec, finché Paul Cézanne cambiò le sue idee. Finalmente sente di essere al posto giusto al momento giusto anche se ancora alla ricerca di uno stile personale, che mischi l'antico col nuovo e che mostri soprattutto l'uomo.

Modigliani sviluppò un suo stile unico, l'originalità di un genio creativo, che era contemporaneo dei cubisti, ma non faceva parte di tale movimento. Questa presa di coscienza fu per Modì fonte di destabilizzazione e insicurezza, tanto da portarlo ad abusare di droghe e alcool, eccessi che indelebilmente danneggeranno il suo già debole stato di salute.
Modigliani è famoso per il suo lavoro rapido: si dice completasse un ritratto in una o due sedute. Una volta terminati, non ritoccava mai i suoi dipinti. Eppure, coloro che posarono per lui dissero che essere ritratti da Modigliani era come farsi spogliare l'anima.

Nel 1908 dopo un’esposizione al Salon des Indépendants ,passando quasi inosservato, decide di dedicare ogni sua energia alla scultura. Nascono così opere composte e misteriose, con elementi stilizzati desunti principalmente dall'arte arcaica e primitiva. Nel 1909 lascia Montmartre per Montparnasse dove l'incontro con Constantin Brancusi, scultore rumeno, stimola profondamente la sua attività plastica. Questi appaiono antichi, quasi egizi, piatti e che ricordano una maschera, con distintivi occhi a mandorla, bocche increspate, nasi storti, e colli allungati
Testa di donna, 1912,Musée national d'Art moderne, Parigi
Lo stato di miseria in cui giace e l'assunzione sempre più considerevole di alcool e droghe lo trasformano in un artista "maudit", dal comportamento dissoluto e senza regole. E così il suo stato di salute peggiora sensibilmente.

Nell'aprile del 1913 si reca a Livorno per trascorrervi un periodo di riposo; nella città natale realizza però anche alcune sculture che, non potendo però riportare a Parigi, preferisce - secondo la leggenda - gettare nel canale. Tornato in Francia nel 1914 incontra Paul Guillaume, colto intellettuale allora attivo nel mercato dell'arte che inizia ad acquistargli alcune opere e a promuovere la sua arte.

Nel luglio dello stesso anno inizia un'intensa relazione sentimentale con la poetessa inglese Béatrice Hastings realizzando molti ritratti della donna e, in questo stesso periodo, molti altri dedicati agli amici, tra cui Haviland, Kisling, Laurens e Picasso. Con Béatrice però frequenti sono i litigi e i reciproci tradimenti. E in agosto, poco tempo dopo la fine di quella relazione, Modigliani, vittima di un collasso, viene ritrovato incosciente in uno studio al Bateau-Lavoir.

Nella primavera del 1917 incontra Jeanne Hébuterne, allora diciannovenne studentessa d'arte: subito ricambiato, se ne innamora perdutamente. Jeanne, ragazza malinconica e riservata, nella sua cieca adorazione di Modigliani si rivela fin dall'inizio molto diversa dalle altre donne da lui frequentate in passato. Ma se la sua arte, ora più limpida e serena, sembra risentire della presenza della compagna, l'uomo non modifica il proprio stile di vita e nell'autunno la sua salute inizia a peggiorare seriamente. Qualche mese dopo, inoltre, una mostra di sue opere allestita presso la Galleria Weill suscita enorme scandalo: uno dei nudi più notevoli viene infatti considerato d'oltraggio al comun senso del pudore, determinando così l'immediata chiusura dell'esposizione.


Il 29 novembre 1918, nasce la piccola Giovanna, figlia di Amedeo e Jeanne. Modigliani dipinge molto sotto il peso del nuovo senso di responsabilità nei confronti di Jeanne, di sua figlia e di Zborowski: realizza gli unici quattro paesaggi del suo intero corpus pittorico e diversi ritratti per i quali posano bambini del luogo e, soprattutto, l'amata compagna. In maggio torna a Parigi; nello stesso tempo Jeanne scopre di essere nuovamente incinta. Ma nonostante nuovi accordi con Zborowski creino a Modigliani le condizioni necessarie per condurre una vita regolare, i suoi vizi lo portano ad assumere un atteggiamento sempre più autodistruttivo.

Nei primi giorni dell'anno successivo, dopo un ennesimo aggravarsi del suo stato, Zborowski decide di rivolgersi a un medico che ne ordina l'immediato ricovero: il 22 gennaio giunge all'Hôpital de la Charité in stato di incoscienza. Il 24 gennaio Modigliani muore di meningite tubercolare. Due giorni dopo Jeanne, incinta all'ottavo mese, si uccide gettandosi dalla finestra al 5 piano della casa natale.