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Caterina, aquerello, 50x70, 1999

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Piero Marussig

Trieste 1879 - Pavia 1937


Testo di Martina Calabrò



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La veduta della villa 1911, olio su tela, inquadra lo scorcio dell’ edificio attraverso una trama intrecciata di ramaglie nude, o coperte da scarso fogliame gialliccio d’autunno, su un fondale sgranato di colli e di quartieri della città lontana.
Donna seduta con ombrellino 1913
olio su tela,
il dipinto rappresenta una donna accattivante con le gambe accavallate,seduta tra l’erba,colta nel momento in cui sembra si sia voltata a guardare proprio l’artista che la sta dipingendo. Nel dipinto si scioglie l’eleganza grafica in cromie nutrite di succhi post-impressionisti e puntillisti;è un’opera che facilmente fa notare il suo periodo di avvicinamento alla pittura espressionista.
Ritratto della moglie, 1915
olio su tela,
dipinto rappresenta una donna di profilo seduta su un divano;e un elemento ricorrente nei quadri di Marussig è la vicinanza di un piccolo cane bianco ai soggetti. Inoltre il quadro è caratterizzato da un’intensa presenza di vari azzurri intarsiati su fondi policromi, tanto che il vestito della donna quasi si confonde con il tessuto del divano. La figura appare calata in un’analisi psicologica quasi sveviana.
La Bambina al piano,1919
olio su tela,
il dipinto che ha come soggetto una bambina che suona il piano, per l’uso dei colori e il forte linearismo segna ancora la vicinanza di Marussig alla corrente espressionista. Inoltre il quadro è caratterizzato da candide fragranze e da netti profili da cui traspaiono ancora reminiscenze secessioniste.
Signora con pelliccia,1920 olio su faesite il dipinto raffigura una donna seduta in luogo chiuso con la pelliccia cadente dalle spalle. Nel dipinto è presente un cestino di fiori che risalta nell’ambiente per i colori accesi dei fiori totalmente diversi dal colore caldo che caratterizza il resto del quadro. Inoltre l’insieme del dipinto respira una vaga e incantata aura modiglianesca: la donna è rappresentata con i lineamenti allungati, che è una caratteristica propria dei soggetti di Modigliani.
La dona con il garofano,1925 olio su tela Il quadro rappresenta una donna con il volto verso il basso facendo si che se ne crei l’ombra sul petto. E’ sempre presente l’elemento floreale che risalta per il colore acceso. Sull’opera spira un lindore tra metafisico e surreale, ed è caratterizzata da delicate inflessioni derivate dal Quattrocento toscano. Inoltre possiamo già notare in questo dipinto l’allontanamento di Marussig dall’espressionismo e il suo avvicinamento alla classicità moderna.
Venere addormentata,1924 olio su tela Questo dipinto raffigura un nudo di donna, e oltre alle caratteristiche della fisionomia anche il titolo fa notare come Marussig sia passato ad una classicità moderna. In questo quadro il riferimento va alla Venere di Urbino e di Berlino del Tiziano, nonché alla Venere di Dresda del Giorgione: pièce teatrale, rappresentazione di una rappresentazione,secondo Elena Pontiggia , «mescolanza visionaria di oggetti concreti e memorie classiche, miraggio dotto e sapiente».
Ragazzo con la palla,1925 olio su tela il dipinto traduce la quotidianità in realismo magico e raffigura un bambino dall’innocenza oscura simboleggiata dalla presenza della bottiglia di vino alle sue spalle. Inoltre tutto l’ambiente risulta cupo e scuro in contrasto con la luminosità di una parte del volto del bambino e della palla che sembrano voler ricordare la sua giovane età. d
Donne al caffè,1924 olio su tela : Questo dipinto ritrae due figure dall’aspetto malinconico in un caffè di provincia;è il suo capolavoro,infatti la purezza dei colori,delle forme si accompagna a soggetti e temi consonanti con lo stile di vita borghese contemporaneo e questi elementi riflettono la tendenza tipica del suo gruppo a un recupero dei dettami della tradizione pittorica rinascimentale.
Natura morta 1930 olio su tela E' una pittura che a tutta prima sembra risultare da uno sforzo. La pennellata è frequente, rotta; ma ne escono raffinatezze insospettate di colore (si osservi il valore del grigio-blu della lama del coltello accanto al verde della pera e al giallo-bianco-rossoverde del canestro). Marussig riesce a restituire al colore tutta la forza perduta con le esperienze divisioniste: ogni tocco e ritocco sembra servire ad aumentarne la carica.