Busto di Inge New York, P. Rosemberg Gallery Bronzo, particolare, 1967.
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La tensione di un difficile equilibrio fra il tenue vibrare della luce nel modellato, che individua sempre l'intonazione coloristica di tutta l'opera di Manzł, e l'esigenza di una autonoma costruzione plastica, piega il cromatismo ad una durata intensiva eccezionale, ad una consistenza iterativa che per via di contrappunti riattinge l'ampiezza sinfonica delle poetiche romantiche.
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David
Milano, Raccolta privata d'Arte Moderna Bronzo, h. cm 40, 1950.
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In questo processo di macerazione e di autodisciplina Manzł superava automaticamente le suggestioni della bella materia e della forma allettante (pericolo sempre latente nella sua plastica, anche in quella pił recente, per la primordiale sensualitą del suo temperamento e per la stupenda facilitą e vitalitą del suo tocco). In un certo senso la sua scultura si rifiutava alla statua, cioč alla retorica del gesto, per concentrarsi nella meditazione pensosa, nell'attesa. Il David č come un gomitolo di membra su se stesse, in attesa di un tocco provvidenziale per dipanarsi nella luce, nell'aria (gloriosa o dolorosa?). Lo scultore aveva gią modellato un piccolo David molto simile a questo nel 1938, ancora pił chiuso e serrato nella modellazione
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Donna che si pettina Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna Bronzo, particolare, 1935.
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Se vogliamo, anche la scultura di Manzł potrebbe essere ridotta sotto il segno del naturalismo, ma allora, quale altra ricchezza e quale profonditą di rispondenze poetiche avrebbe questo atteggiamento nei confronti del dato obiettivo! La storia vera di Manzł comincia con il '35, dopo un anno di inattivitą e di profondi ripensamenti (quasi un esilio volontario) nella sua terra bergamasca, quando annullava il lungo lavorio culturale degli anni precedenti. Lasciava perdere ogni arcaismo egizio, etrusco, romanico, e si poneva con franca consapevolezza nel filone pił fecondo della tradizione plastica immediatamente precedente. Medardo Rosso fu certo il pił efficace catalizzatore della sua sensibilitą, anche se lo scultore bergamasco avrebbe subito piegato il ritmo della visione ad accenti personali inconfondibili. Gią nei bronzi del '35 la fugace fulmineitą, la violenza attimale delle immagini rossiane s'č rassodata in una sensibilitą malinconica e chiusa, in vibrazioni pił interiori.
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Il cardinale Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna Bronzo, h. cm 65, 1937-1938.
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Fedele ad un suo istinto concretamente rustico e popolare, Manzł procede ad una strutturazione serrata (senz'essere rigido e chiuso) dell'immagine, per cui le vibrazioni delle superfici rispondono ad un fremito interiore, pausato e disteso, che le intensifica e dilunga in rispondenze pił complesse, accentuando, per tal mezzo, anche le cadenze patetiche naturalmente congeniali alle sue immagini.
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Susanna Milano, Civico Museo d'Arte Contemporanea Bronzo, particolare, 1949-1954.
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Dopo la guerra, la plastica di Manzł, gią germinante nelle sottili vibrazioni delle grafie dolorose della Passione, esplode in una vitalistica esuberanza, che accentua in un turgore luminoso le pastose modulazioni delle superfici. Ma le raccordate alternanze di ombra e luce di cui č intriso il modellato travalicano le apparenze del reale in una vibrazione patetica e umbratile.
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