"L'11 Settembre 2001 siamo entrati nell'era dell'Impero. E l'impero ha deciso di entrare in guerra"
L'Impero americano è nato nel'89, quando è caduto il muro di Berlino. O meglio nel '91 quando si è dissolta l'URSS. Adesso l'Impero è conscio di se stesso. L'unico avversario rimasto è la Cina. Non il Giappone o l'India. Non l'Europa.
Gli USA hanno un potenziale militar-economico in grado di schiacciare qualsiasi avversario.
Ma l'Impero non è formato esattamente dagli USA. E' piuttosto una super società globale come sostiene A. Zinoviev, formata dalle elite del mondo globalizzato: banchieri, finanzieri, azionisti delle multinazionali, governanti, proprietari di mezzi di comunicazione.
Finiscono gli Stati nazionali sostituiti da questi poteri forti che non sono legittimati democraticamente e non devono rispondere a nessuno.
Si parte dagli accordi di Bretton Woods per arrivare a quello che Giulietto Chiesa chiama il decalogo che ha creato l'Impero e che ci ha portato alla guerra :
Un miliardo di persone sulla terra non ha acqua potabile a sufficienza. Metà della popolazione mondiale vive con 2 dollari al giorno. In questi anni di crescita del PIl americano, e della borsa di New York, gli aiuti allo sviluppo erogato dai paesi ricchi è diminuito del 39% dal 1990 ad oggi, arrivando allo 0.25% del PIL. Ma le statistiche bisogna interpretarle. Il PIL americano è cresciuto ma in maniera disomogenea: per 60 milioni di americani la situazine economica è peggiorata rispetto agli anni '70.
Caduta l'Unione Sovietica, i profeti del neoliberismo esasperato hanno cantato vittoria. Così l'ideologia capitalistica è diventato il pensiero unico.
Ma nel 2001 arriva la crisi e la recessione. Per superare le crisi cicliche e continuare la globalizzazione non rimaneva altro mezzo che la guerra. Guerra umanitaria o preventiva, contro gli stati canaglia o contro feroci dittatori.
Il ponte di comando della super società globale non vuole più stati nazionali, nonvuole regole che non siano quelle del business vantaggioso per le grandi corporate.
1. Fai in modo che la tua moneta sia l'insostituibile moneta di riserva per tutti, o quasi tutti, gli altri paesi.
2. Non tollerare alcun controllo esterno sulla tua creazione di moneta [...]
3. Definisci la tua politica monetaria in base escusivamente ai tuoi interessi nazionali.
4. Imponi un sistema internazionale di prestiti a tasso variabile espressi nella tua moneta [...]
5. Mantieni nelle tue ani le leve per determinare, all'occorrenza, situazioni di crisi in altre parti del mondo.
6. Imponi con ogni mezzo la massima competizione tra esportatori del resto del mondo.
7. Intrattieni rapporti con le 'elite' degli altri paesi impedendo lo sviluppo di idee nazionaliste.
8. Promuovi con ogni mezzo una totale libertà di movimento dei capitali.
9. promuovi con ogni mezzo il libero commercio per gli altri. Tu invece potrai applicarlo quando ti converrà
10. Controlla le istituzioni sovranazionali in modo che sembrino indipendenti.