| Due ovali
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1919, olio su tela cm 107x89,5
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Museo di Stato Russo, San Pietroburgo.
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Gli ovali circoscrivono uno spazio, non determinando però soluzioni di continuità: al loro interno proseguono senza sosta le invenzioni astratte. Vengono raffigurate anche alcune forme allungate e volteggianti che in alcuni casi somigliano ad animali marini.
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| Giallo,rosso,blu
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1925, olio su tela cm 127x200
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Centre Georges Pompidou, Parigi.
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Nell'opera il giallo e il blu sono associati rispettivamente a forme acute e ad andamenti curvilinei; si contrappongono al rosso che, disposto entro forme rettangolari, emerge nella parte centrale del quadro. La zona gialla a sinistra sembra avanzare, mentre il blu, sulla destra, produce un effetto di arretramento. La combinazione di elementi visivi semplici determina nell'opera effetti di dinamismo e di spazialità.
La zona gialla è dominata da segni grafici che formano il profilo stilizzato di un uomo. È curioso tuttavia notare come, capovolgendo l'opera, gli stessi segni diano vita al muso di un gatto. A destra poi, dopo la zona rossa e quella blu, troviamo una linea nera molto marcata di forma serpentinante che, in qualche modo, "chiude" l'intero quadro.
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| Ovale rosso
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1920, olio su tela cm 71,5x71,5
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Guggenheim Museum, New York.
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Nell'opera compare una cifra geometrica che prelude ad una conversione formale e strutturale che preannuncia gli anni della docenza al Bauhaus di Weirnar.
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| Blu cielo
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1940, olio su tela cm 100x73
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Centre George Pompidou, Parigi.
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Eseguito in Francia, alla geometria dei tempi del "Bauhaus", si è sostitutita la monocromia dello sfondo sulla cui campitura fluttuano forme primordiali, "amebiche", come alcuni le hanno definite. A ciascuna di esse, un piccolo microcosmo, sono associati linee, reticoli, scacchiere, convessità e concavità di colori smaglianti: pure decorazioni racchiuse entro forme che non comunicano tra loro, ma che permeano il blu che le sostiene.
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| Composizione VIII
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1923, olio su tela cm 140x201
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Guggenheim Museum, New York.
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Il dipinto può essere considerato uno dei più significativi esempi della pittura "non-oggettiva" che formano il nucleo iniziale della prestigiosa collezione di Solomon R. Guggenheim, grande estimatore di Kandinskij e del periodo Bauhaus.
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| Nel blu
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1925, olio su tela cm 127x200
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Collezione privata.
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In base alla teoria secondo la quale il movimento del colore è una vibrazione che tocca le corde dell'interiorità, Kandinskij descrive i colori in base alle sensazioni e alle emozioni che suscitano nello spettatore, paragonandoli a strumenti musicali. Il blu è il colore del cielo, è profondo; quando è intenso suggerisce quiete, quando tende al nero è fortemente drammatico, quando tende ai toni più chiari le sue qualità sono simili a quelle dell'azzurro, se viene mischiato con il giallo lo rende malto, ed è come se la follia del giallo divenisse "ipocondria". In genere è associato al suono del violoncello. Il rosso è caldo, vitale, vivace, irrequieto ma diverso dal giallo, perché non ha la sua superficialità. L'energia del rosso è consapevole, può essere canalizzata. Più è chiaro e tendente al giallo, più ha vitalità, energia. Il rosso medio è profondo, il rosso scuro è più meditativo. È paragonato al suono di una tuba.
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| Alcuni cerchi
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1926, olio su tela cm 140x140
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Guggenheim Museum, New York.
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In un campo scuro, profondo come l'universo, si muovono dei cerchi colorati, alcuni isolatamente, altri in agglomerazione. I colori, intesi trasparenti, sono disposti sulla tela facendo attenzione al mutamento di tonalità dovuto alla sovrapposizione delle forme circolari. Queste ultime sono da considerare solo dal punto di vista geometrico-astratto.
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| Composizione VII
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1913, olio su tela cm 200x300
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Galleria Statale di Tret'jakov, Mosca.
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I colori accesi si combinano per mostrare la fine del mondo, il diluvio, con le forze naturali trasformate in puri colori che, in un vortice di bagliori e di esplosioni, mentre distruggono, creano qualcosa di nuovo e - secondo le parole dello stesso artista - quel che appare come un "immane disastro è realtà - una volta isolatone il suono - un vivo inno di lode, il cantico della nuova creazione che può aver luogo dopo la distruzione del mondo".
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| Chiesa rossa
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primi del '900, olio su compensato cm 28x19,2
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Museo di Stato Russo, San Pietroburgo.
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La tela raffigura la chiesa rossa del parco di Achtyrka, tenuta di proprietà di Madame Abrikosov, sorella della prima moglie dell'artista russo.
I colori utilizzati sono quelli preferiti dal pittore: un verde chiaro molto vivace, ma anche il bianco ed il rosso.
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