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Caterina, aquerello, 50x70, 1999

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Vasilij Kandinskij

Mosca 1866 - Parigi 1944

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Due ovali 1919, olio su tela cm 107x89,5 Museo di Stato Russo, San Pietroburgo. Gli ovali circoscrivono uno spazio, non determinando però soluzioni di continuità: al loro interno proseguono senza sosta le invenzioni astratte. Vengono raffigurate anche alcune forme allungate e volteggianti che in alcuni casi somigliano ad animali marini. Due ovali
Giallo,rosso,blu 1925, olio su tela cm 127x200 Centre Georges Pompidou, Parigi. Nell'opera il giallo e il blu sono associati rispettivamente a forme acute e ad andamenti curvilinei; si contrappongono al rosso che, disposto entro forme rettangolari, emerge nella parte centrale del quadro. La zona gialla a sinistra sembra avanzare, mentre il blu, sulla destra, produce un effetto di arretramento. La combinazione di elementi visivi semplici determina nell'opera effetti di dinamismo e di spazialità. La zona gialla è dominata da segni grafici che formano il profilo stilizzato di un uomo. È curioso tuttavia notare come, capovolgendo l'opera, gli stessi segni diano vita al muso di un gatto. A destra poi, dopo la zona rossa e quella blu, troviamo una linea nera molto marcata di forma serpentinante che, in qualche modo, "chiude" l'intero quadro. Giallo,rosso,blu
Ovale rosso 1920, olio su tela cm 71,5x71,5 Guggenheim Museum, New York. Nell'opera compare una cifra geometrica che prelude ad una conversione formale e strutturale che preannuncia gli anni della docenza al Bauhaus di Weirnar. Ovale rosso
Blu cielo 1940, olio su tela cm 100x73 Centre George Pompidou, Parigi. Eseguito in Francia, alla geometria dei tempi del "Bauhaus", si è sostitutita la monocromia dello sfondo sulla cui campitura fluttuano forme primordiali, "amebiche", come alcuni le hanno definite. A ciascuna di esse, un piccolo microcosmo, sono associati linee, reticoli, scacchiere, convessità e concavità di colori smaglianti: pure decorazioni racchiuse entro forme che non comunicano tra loro, ma che permeano il blu che le sostiene. Blu cielo
Composizione VIII 1923, olio su tela cm 140x201 Guggenheim Museum, New York. Il dipinto può essere considerato uno dei più significativi esempi della pittura "non-oggettiva" che formano il nucleo iniziale della prestigiosa collezione di Solomon R. Guggenheim, grande estimatore di Kandinskij e del periodo Bauhaus. Composizione VIII
Nel blu 1925, olio su tela cm 127x200 Collezione privata. In base alla teoria secondo la quale il movimento del colore è una vibrazione che tocca le corde dell'interiorità, Kandinskij descrive i colori in base alle sensazioni e alle emozioni che suscitano nello spettatore, paragonandoli a strumenti musicali. Il blu è il colore del cielo, è profondo; quando è intenso suggerisce quiete, quando tende al nero è fortemente drammatico, quando tende ai toni più chiari le sue qualità sono simili a quelle dell'azzurro, se viene mischiato con il giallo lo rende malto, ed è come se la follia del giallo divenisse "ipocondria". In genere è associato al suono del violoncello. Il rosso è caldo, vitale, vivace, irrequieto ma diverso dal giallo, perché non ha la sua superficialità. L'energia del rosso è consapevole, può essere canalizzata. Più è chiaro e tendente al giallo, più ha vitalità, energia. Il rosso medio è profondo, il rosso scuro è più meditativo. È paragonato al suono di una tuba. Nel blu
Alcuni cerchi 1926, olio su tela cm 140x140 Guggenheim Museum, New York. In un campo scuro, profondo come l'universo, si muovono dei cerchi colorati, alcuni isolatamente, altri in agglomerazione. I colori, intesi trasparenti, sono disposti sulla tela facendo attenzione al mutamento di tonalità dovuto alla sovrapposizione delle forme circolari. Queste ultime sono da considerare solo dal punto di vista geometrico-astratto. Alcuni cerchi
Composizione VII 1913, olio su tela cm 200x300 Galleria Statale di Tret'jakov, Mosca. I colori accesi si combinano per mostrare la fine del mondo, il diluvio, con le forze naturali trasformate in puri colori che, in un vortice di bagliori e di esplosioni, mentre distruggono, creano qualcosa di nuovo e - secondo le parole dello stesso artista - quel che appare come un "immane disastro è realtà - una volta isolatone il suono - un vivo inno di lode, il cantico della nuova creazione che può aver luogo dopo la distruzione del mondo". Composizione VII
Chiesa rossa primi del '900, olio su compensato cm 28x19,2 Museo di Stato Russo, San Pietroburgo. La tela raffigura la chiesa rossa del parco di Achtyrka, tenuta di proprietà di Madame Abrikosov, sorella della prima moglie dell'artista russo. I colori utilizzati sono quelli preferiti dal pittore: un verde chiaro molto vivace, ma anche il bianco ed il rosso. Chiesa rossa