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Caterina, aquerello, 50x70, 1999

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Vasilij Kandinskij

Mosca 1866 - Parigi 1944

Testo di Chiara Raffaldi

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Vasilij Kandinskij nasce a Mosca nel 1866. Nel 1871 la sua famiglia si trasferisce a Odessa e dal 1886 a 1889 egli studia Legge a Mosca. Nel 1901 fonda il gruppo Phalanx, il cui obiettivo principale è di introdurre le avanguardie francesi nel provinciale ambiente di Monaco: a tale scopo apre una scuola in cui tiene lezione. I suoi dipinti dei primi anni del secolo sono paesaggi eseguiti alla spatola, all'inizio ombrosi, poi di un’intensità quasi fulva. Questo periodo è caratterizzato dalla sperimentazione tecnica, in particolare dell'uso della tempera su carta scura, per dare l'illusione di una superficie illuminata da dietro in trasparenza. La consistenza tonale del chiaroscuro evidenzia lo schema cancellando la distinzione tra le figure e lo sfondo, dando come risultato una composizione quasi astratta. Nel 1902 espone per la prima volta con La Secessione di Berlino e realizza le sue prime xilografie (incisioni di immagini). Nel 1903 e 1904 visita l'Italia, l'Olanda, l'Africa e la Russia e nel 1904 espone nel Salone d'Autunno di Parigi. Nel 1910 produce il suo primo acquerello astratto, nel quale (...) nelle macchie più scure predominano due colori, il rosso e l'azzurro che evidentemente considera relazionati perché si trovano sempre insieme. Il rosso è un colore caldo e tende a espandersi; l'azzurro è freddo e tende a contrarsi. Kandinskij non applica la legge dei contrasti simultanei, ma la verifica; si serve di due colori come di due forze controllabili che possono essere sommate o sottratte e, secondo i casi, cioè secondo gli impulsi che riceve, si avvale di entrambi affinché si limitino o si esaltino a vicenda. Ci sono anche segni lineari, filiformi; sono, in certo modo, indicazioni di movimenti possibili, sono tratti che suggeriscono la direzione ed il ritmo delle macchie che vagano sulla carta. Danno movimento a tutto l'acquerello (...) (Argan). Vasilij Kandinskij Nel 1911 Kandinskij pubblica Lo Spirituale nell'Arte. Nel 1912 si tiene la prima mostra personale di Kandinskij nella galleria Der Sturm di Berlino: in questo periodo i temi preferiti dall’autore sono violenti e apocalittici e traggono origine dalle immagini religiose popolari di Germania e Russia. Nel 1913 quando dipinge Linee Nere già non si può più parlare di astrazione a partire da un soggetto; il colore e la linea hanno assunto tanta autonoma espressività da non seguire più un modello prestabilito. Opere come questa sono le prime realmente astratte. Il percorso di Kandinskij verso l'astrazione trova giustificazione teorica in Astrazione e Empatia di Wilhem Worringer, pubblicato nel 1908. Worringer argomenta che l'usuale gerarchia di valori, basata su leggi rinascimentali, non è valida per considerare l'arte di altre culture; molti artisti creano dalla realtà, ma con un impulso astratto, cosicché le ultime tendenze dell'arte si trovano in società meno materialiste. In La Spiritualità nell'Arte egli parla di una nuova epoca di grande spiritualità e del contributo che le dà la pittura. La nuova arte deve basarsi sul linguaggio del colore e Kandinskij dà indicazioni sulle proprietà emozionali di ciascun tono e di ciascun colore: a differenza delle precedenti teorie sul colore, egli non si interessa dello spettro, ma solo della risposta dell'anima. Il colore può avere due possibili effetti sullo spettatore: un effetto fisico, superficiale e basato su sensazioni momentanee, determinato dalla registrazione da parte della retina di un colore piuttosto che di un altro; un effetto psichico dovuto alla vibrazione spirituale (prodotta dalla forza psichica dell'uomo) attraverso cui il colore raggiunge l'anima. Esso può essere diretto o verificarsi per associazione con gli altri sensi. Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale egli torna a Mosca fino al 1921. A partire dalla Rivoluzione di ottobre, Kandinskij svolge un lavoro amministrativo per il Commissariato del Popolo per l'Educazione; tra i progetti di questo organismo c'è la fondazione di vari musei e la riforma del sistema scolastico nei riguardi delle Scuole d'Arte. Muore colpito da un ictus nel 1944 nell'abitazione di Parigi dove ha vissuto negli ultimi dieci anni della sua vita.