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Caterina, aquerello, 50x70, 1999

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Edward Hopper

Nyack 1900 - New York 1967

Testo di Chiara Segalini

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Due attori,1966 TWO COMEDIANS (DUE ATTORI) 1966 Olio su tela, cm 73,7 x 101,6 Collection of Mr. and Mrs. Frank Sinatra Questa è l’ultima opera che Hopper dipinge prima di morire nel 1967. L’artista ebbe sempre un grande interesse per il teatro e la Commedia dell’Arte. Qui Edward si ricollega all’arte francese: la sua composizione è debitrice di una litografia di Honoré Daumier, del 1857, dal titolo La chiamata della cantante, mentre i costumi sono mutuati dalla Commedia dell’Arte. Due personaggi sono raffigurati in costume da Pierrot, mentre si inchinano su un palcoscenico nell’atto di ringraziare un pubblico virtuale. Le sembianze sono quelle di Edward e Jo Hopper che rappresentano, come Pierrot e Pierrette, la loro storia d’amore. Nei disegni preparatori che si conservano Hopper schizza le figure in differenti pose e movimenti. Due attori può essere considerato il testamento pittorico di Hopper, il suo congedo. Edward rivela il proprio ruolo e quello della moglie Jo, che gli stette sempre accanto, l’interpretazione della parte che ogni uomo sceglie di recitare per tutto il corso della propria vita. Nella sua Dichiarazione del 1953, pubblicata sulla rivista “Reality”, Hopper scriveva a proposito: “La vita interiore di un uomo è un regno vasto e variegato e non riguarda solo dei piacevoli accordi di colore, forma e disegno. Il termine ‘vita’, come lo si usa in arte, è qualcosa che non si può disprezzare, perché coinvolge tutta l’esistenza: l’arte deve reagire all’esistenza, non evitarla. La pittura deve occuparsi in modo più completo e meno evasivo della vita e dei fenomeni della natura, per poter tornare a essere grande”.