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Caterina, aquerello, 50x70, 1999

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Renato Guttuso

Bagheria 1911 - Roma 1987

Testo di Francesco Curtarelli

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"La pittura è il mio mestiere. Cioè è il mio mestiere ed il mio modo di avere rapporto con il mondo. Vorrei essere appassionato e semplice, audace e non esagerato. Vorrei arrivare alla totale libertà in arte, libertà che, come nella vita, consiste nella verità."

Di Guttuso possiamo distinguere diversi filoni artistici:
- quello dedicato all' illustrazione e al teatro
- le nature morte
- i ritratti
- i paesaggi
- i dipinti erotici


Illustrazioni e teatro

"La scena si deve vedere. Una scenografia che non si fa notare è sempre una brutta scenografia."

La gita in campagna, bozzetto di scena, quadro I e III (1954)

La gita in campagna

Matita ed acquarello su carta, 48,5x66 cm.
Collezione Teatro alla Scala, Milano.

In questo bozzetto si nota chiaramente come la sceneggiatura sia di massima importanza per Guttuso. Il paesaggio spoglio e scarno rimanda alla campagna siciliana deserta e desolata, abbandonata a se stessa. Anche la strada sembra perdersi nel nulla mentre una nube nera e minacciosa rende ancora più tetro un paesaggio già cupo e senza vita.

Sei danze per Demetra, bozzetto per fondale (1958)

Sei danze per Demetra

Pastelli a cera su carta, 33x28,5 cm.
Collezione Teatro Massimo, Palermo.

Anche in questa seconda sceneggiatura viene fortemente ribadita l'importanza dello sfondo per il nostro pittore. L'accostamento dei colori primari ha come effetto una straordinaria forza esplosiva, come se fosse un vulcano. Tale è la forza che viene sprigionata dalle danze per Demetra.

Natura Morta

"Una Crocefissione che sembri una natura morta e una natura morta che sembri una Crocefissione"

Natura morta con sega e accetta (1948)

Natura morta con sega e accetta

Olio su tela, 60x73 cm.
Collezione privata.

In questa natura morta vengono rappresentati oggetti comuni della vita contadina siciliana. I tratti grossi e marcati rendono l'idea di un disegno quasi stilizzato, semplificato, per niente realistico. Non viene data importanza alla precisione degli oggetti rappresentati quanto alla loro idea. La prospettiva è del tutto assente mentre l'idea della profondità viene data attraverso le ombre.

La nuvola rossa (1966)

La nuvola rossa

Olio su tela, 130x161 cm.
Staarliche Museen Preussischer Kulturbesitz, Nationalgalerie, Berlino.

In Nuvola rossa le singole cose allineate sul davanzale - il teschio di ariete, la pistola, i resti di pane - evocano la situazione dell'epoca a cui torna il ricordo del pittore: la Spagna, la violenta guerra, la miseria dei sopravvissuti. L'ira esplode con il colore rosso vivo che si espande come una bandiera. In tal modo il dipinto diventa metafora del risveglio politico.

I dipinti erotici

"umida bocca tonda - umida carezza che mi sospende a una voce la carne interrompe la sua vita e i sensi si fanno cielo."

Nudo sdraiato con calze nere (1980)

Nudo sdraiata con calze nere

Olio su carta intelata, 100x150 cm.
Collezione privata.

Ti danzo sinuosa tra le lenzuola
inarcandomi sul tuo petto
attenta e vigile ai tuoi sospiri
strega delle tue voglie
madida del tuo cuoreche batte ritmando i tempi
di questo passo a due da mozzare il fiato
mentre ti accolgo
scivolandoti fra le natiche
urlando i gemiti di una rinascita
agganciandomi a quel cuscino
attraccando sulle tue labbra il mio desiderio
che risucchi linfa da volerla tutta
da volerla urgente da volerla ora
mia regina mia sovrana apriti a queste forze
tienimi stretta tienimi così mio indiscusso re
forzando gli argini
violando i templi
incastrato e complice
vincitore e vinto
di questo miele
che uccide e rivive
fra le tue onde
scorrendo libero
solo per il nostro sole

Ritratto e figure

"Il volto è tutto, sulla faccia della gente c'è la storia che stiamo vivendo, l'affanno dei giorni. La portiamo incisa più dei fatti che ci accadono in presa diretta o che avvengono lontano: noi siamo la vera pellicola della realtà; e io la dipingo."

Crocifissione (1940-1941)

Crocifissione

Olio su tela, 200x200 cm.
Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea, Roma (donazione dell'Artista).

La Crocifissione è certamente uno dei quadri più famosi di Guttuso e uno dei più importanti perché lo rivela al pubblico e alla critica.
L'opera esposta nel 1941 in occasione del Premio Bergamo si è subito segnalata per la sua forte carica espressiva, rivoluzionaria e , secondo la Chiesa Cattolica, anche eretica, soprattutto per la presenza della figura della Maddalena nuda.
Guttuso cercò di discostarsi dalla precedente tradizione iconografica: utilizzò uno schema spaziale del tutto nuovo con la disposizione delle tre croci non una di fianco all'altra ma bensì in diagonale una dietro l'altra. La prospettiva appare in questo caso volutamente irreale per creare un senso di straniamento nell’osservatore. Il volto di Cristo è nascosto dalla croce di uno dei due ladroni e possiamo solo immaginarne la smorfia di dolore. La pennellata presenta il tratto spesso e deciso tipico di Guttuso che unitamente ai colori accesi e dalle tinte pastello danno una forte carica espressiva ai corpi dei personaggi e all'opera stessa. Le figure sono molto spigolose influenzate chiaramente dalla Guernica di Picasso, di pochi anni precedente, al quale sembra volere rendere omaggio con la figura del cavallo molto simile a quello dipinto in Guernica.
"La nudità dei personaggi non voleva avere intenzione di scandalo. Li dipinsi nudi per sottrarli a una collocazione temporale: quella raffigurata è una tragedia di oggi, il giusto perseguitato è cosa che soprattutto oggi ci riguarda. Nel fondo del quadro c'è il paesaggio di una città bombardata: il cataclisma che seguì la morte di Cristo era trasposto in città distrutta dalle bombe"
È evidente il gusto per il dettaglio che emerge dai continui riferimenti ai Vangeli.
La Crocifissione deve essere il dramma di tutti gli esseri umani e in questo senso una scena comune. Questo è tempo di guerra e di massacri: gas, forche, decapitazioni, voglio dipingere questo supplizio del Cristo come una scena di oggi. Non certo nel senso che Cristo muore ogni giorno sulla croce per i nostri peccati ma come simbolo di tutti coloro che subiscono oltraggio, carcere, supplizio per le loro idee.
Lo stesso titolo Crocifissione mette in evidenza come l'opera rappresenti non solo il dramma di Gesù ma quello di tutta l'umanità. Guttuso, infatti, pur rappresentando l'episodio evangelico, la Crocifissione per antonomasia, pone l'accento sull'universalità del dolore e sulla sua profonda attualità.

Gott mit Uns (1940-1941)

Gott mit Uns

China ed inchiostro tipografico su carta, 46,5x33,5 cm.
Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea, Roma (donazione dell'Artista).

La raccolta dei disegni denominata Gott mit Uns ("Dio è con noi", macabro motto che i tedeschi portavano inciso nella placca della cintura) viene realizzata in clandestinità nella Roma occupata e costituisce una delle più alte testimonianze della barbarie nazista e della tragedia italiana.
Un duro colpo di pennello immortala gli episodi della vita immortalandoli ancora concitati e brucianti: episodi con dentro uomini e fatti degli uomini, e cose che servono agli uomini, e uomini che schiacciano altri uomini.

I funerali di Togliatti (1972)

I funerali di Togliatti

Acrilici e collage di carte stampate su carta incollata su quattro pannelli, 340x440 cm.
Galleria d'Arte Moderna Comune di Bologna.

Opera manifesto antifascista. Renato Guttuso, uno dei massimi esponenti di un realismo non esente da grandi metafore esistenziali e da un sottile citazionismo, realizza questa tela nel 1972. Ripropone la laica cerimonia tenuta in occasione dei funerali del segretario del PCI. Le caratteristiche dell'opera, la rappresentazione dei personaggi, il contrasto fra le bandiere rosse e il bianco e nero delle figure, richiamano alla mente un parallelismo con quel neorealismo cinematografico, di De Sica e Rossellini, sviluppatosi nel secondo dopoguerra.

Paesaggio

"Dipingere è essere ispirati da ciò che si vede, e si pensa, da ciò che si scopre, può essere un tramonto un albero, un paio di scarpe vecchie o un quadro…"

La Vucciria (1974)

La Vucciria

Olio su tela, 300x300.
Universita' degli Studi di Palermo (donazione dell'Artista)

In questo dipinto Renato Guttuso ha visualizzato il tipico mercato siciliano: nel tripudio dei colori, nella corposa fisicità della folla, nella prorompente evidenza delle merci sui banconi di vendita. Un omaggio, questo, voluto dal grande pittore siciliano perché, di fatto, nell’Isola, il mercato é qualcosa di più di un semplice luogo dove avviene una contrattazione tra venditori e acquirenti. Esso é, ancora oggi, agorà, luogo di confluenza e di attrazione. Questo dipinto è una visione sntetica del turbolento mercato palermitano. Nonostante le presenze umane, i veri protagonisti sono di questo scenario sono le cose. è un realismo sorprendentemente sicuro di sè che insiste sulla descrizione penetrante della forma dell'oggetto e che sfiora l'espressionismo naturale astratto e immaginario.